Manhattan

Manhattan

(USA/1979) di Woody Allen

Soggetto e sceneggiatura: Woody Allen e Marshall Brickman. Fotografia: Gordon Willis. Montaggio: Susan E. Morse. Scenografia: Mel Bourne. Interpreti: Woody Allen (Isaac Davis), Diane Keaton (Mary Wilkie), Mariel Hemingway (Tracy), Michael Murphy (Yale), Meryl Streep (Jill), Anne Byrne Hoffman (Emily), Karen Ludwig (Conniea). Produzione: Jack Rollins, Charles H. Joffe per United Artists. Durata: 96'

Nuova versione digitale in 4K realizzata a partire dal negativo camera originale


Sinfonia postmoderna d’una grande città, ricamo amoroso di citazioni affidate ad un bianco e nero di bellezza vertiginosa, mentre New York s’allunga nel panoramico: per paradosso, solo uno schermo grandissimo rende piena giustizia a questa storia di fragili amori consumati tra ristoranti alla moda, diner confidenziali, appartamenti in penombra, sale di museo o di planetarium, ma pronta ad aprirsi sulle meraviglie dello skyline, di Central Park durante un temporale estivo, di una Quinta Avenue filmata a passo di corsa e in un crescendo della Rapsodia in blu che sfuma infine sulle note malinconiche di But not for Me. Sono trenta-quarantenni, sono intellettuali, si innamorano e si disamorano, vivono trasportati dalla musica di Gershwin e trafitti dall’ironia amarognola delle battute di Woody Allen-Ike Davis, coscienza tragicomica d’un mondo: "Tutta questa gente di Manhattan che parla, si agita e si crea problemi inesistenti per non pensare ai veri problemi universali”. Film chiave nella fi lmografia di Allen, film di approfondimento e maturazione, trattato con dispetto da chi avrebbe voluto vedere in Allen un lunatico fool a vita, Manhattan è film dal fascino visivo struggente, e ha restituito come pochi la nevrotica dolcezza del vivere in un certo luogo del mondo occidentale, in una certa stagione (la fine dei Settanta) che ci appare ormai lontana.

Truffaut sul film

New York, New York

I miei film descrivono la New York dei miei sogni, dei miei desideri, a volte dei miei ricordi (Woody Allen)   Capitolo primo. "Adorava New York. La idolatrava smisuratamente...". No, è meglio "la mitizzava smisuratamente", ecco. "Per lui, in qualunque ...
Truffaut sul film

Tutti dicono: I Love You

 Manhattan non è solo il film di Woody Allen che più ci ha fatto sognare, è il suo sogno sul cinema (J. Hoberman)   A Manhattan, Tracy ama Ike che ama Mary che ama Yale che è sposato con Emily ma ama anche Mary. Tracy, la diciassettenne spontanea, ...
Truffaut sul film

Woody vs Hollywood

Il 1979 è l'anno di Il cavaliere elettrico (The Electric Horseman) di Sydney Pollack, apologo western-ecologico con Robert Redford. Di Grease (di Randal Kleiser), che tiene alte le quotazioni di John Travolta dopo i fasti di La febbre del sabato sera ...
Truffaut sul film

Woody & Allen: da fool ad autore

Quando gira Manhattan - un film decisamente più post-godardiano che posthollywoodiano, con quei lunghi carrelli indietro che paiono usciti da Fino all'ultimo respiro (A bout de souffle, 1959) - ha alle spalle il successo crescente dei suoi 'film comici' ...
Truffaut sul film

Rapsodia in bianco e nero

Quando gira Manhattan - un film decisamente più post-godardiano che posthollywoodiano, con quei lunghi carrelli indietro che paiono usciti da Fino all'ultimo respiro (A bout de souffle, 1959) - ha alle spalle il successo crescente dei suoi 'film comici' ...
Truffaut sul film

Antologia critica

Manhattan di Woody Allen si è materializzato dal vuoto come l'unico film americano veramente grande degli anni Settanta. [...] Come girandola dei sessi, ha lo stesso respiro di precedenti capolavori quali Madame de... di Max Ophuls, La regola del gioco di ...
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